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Olivo, trattamenti antifungini rameici e qualità del terreno

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Olivo, trattamenti antifungini rameici e qualità del terreno

Domanda

Utente: marco lucarelli

In risposta alla domanda: (Olivo, intervento preventivo contro l'occhio di pavone) volevo solo chiederle e qui chiudo (ringraziandovi nuovamente per la celerità e la professionalità): utilizzando le dosi dei 20 ml / 10 l (non che mi piaccia il numero, pero' sono stato sempre molto contrario ai trattamenti, quindi prodotti con alte concentrazioni di rame come il mio - non ne trovo con % più basse - credo che finiscano comunque nel terreno impoverendolo di sostanza organica) sulla nuova vegetazione in perfetto stato magari verso settembre e ripetendo il trattamento in primavera pensa che non possa darmi alcuna copertura? Vorrei solo ridurre al minimo le dosi di rame da apportare e sul farmaco in mio possesso sono espresse le % 35-50ml/10l in relazioni ad attacchi gia' in atto secondo gravita'.
ringraziandola nuovamente le porgo distinti saluti

Risposta del nostro esperto agronomo

Socio Agricoltore Valfrutta

Capisco le sue perplessità e le sue preoccupazioni, Sign. Lucarelli, ma son dell’opinione che effettuare trattamenti blandi possa essere un rischio per l'olivo. Certo è che se la nuova vegetazione è sana e rigogliosa, un piccolo apporto di rame non può che essere un buon deterrente per le patologie fungine. Ma bisogna essere consci del fatto che la protezione assicurata è proporzionata alla quantità di prodotto apportato, sia per quanto concerne il periodo di persistenza sia per quanto riguarda l’efficacia reale contro le malattie. Questo significa che, ipotizzando, se il trattamento preventivo non servisse a fermare le malattie (che, se non baglio, mi pare di capire siano già in atto su alcune delle piante), lei sarebbe costretto a ripeterlo alle dosi consigliate, aumentando la quantità di prodotto utilizzata in totale.
Senza contare che, seppur diluire i trattamenti in più distribuzioni potrebbe essere un buon metodo per evitare l’uso dosaggi importanti, i suoi sforzi aumenteranno in termini di tempo, energie fisiche e, di conseguenza, denaro.
Parlando del ruolo del rame nel terreno, il discorso diventa veramente molto complicato, visto che, come ben sa, le dinamiche del suolo sono influenzate da una serie innumerevole di fattori. Di certo in prima battuta il rame non diminuisce la quantità di sostanza organica ma, in caso di elevate concentrazioni, ne modifica la qualità, andando a influenzare la vita della pedofauna. E questa condizione potrebbe portare nel lungo periodo ad un impoverimento di sostanza organica, deficit che comunque può venire contrastato con annuali apporti di concime organico tra i filari.
Questa situazione sfavorevole, è obbligo sottolinearlo per evitare allarmismi, è estrema e non si raggiunge quasi mai, anzi non dovrebbe verificarsi se l’uso del prodotto è ponderato e gestito con raziocinio, e mi pare che lei sia più che attento alla salute del suo terreno. Non si preoccupi troppo, segua le istruzioni dei produttori, io son certo (ma questo è un parere personale) che chi come Lei ha remore nell’utilizzo prodotti chimici difficilmente subirà gli effetti negativi degli stessi. Son sicuro che già lo sa, ma c’è chi non ha alcun problema a trattare in modo scellerato, non rendendosi conto del male che fa alla terra e di conseguenza alle sue piante; sono queste le persone che, a mio avviso, dovrebbero iniziare a preoccuparsi.

La ringraziamo ancora una volta per i suoi interventi e le auguriamo un buon lavoro.

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