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Scopri la carota nera e gli ortaggi più colorati dell'orto

La carota nera è solo uno degli ortaggi super-colorati che potrete coltivare nell’orto di casa: ebbene, oltre a questa particolare varietà, potreste essere attratti dall’aspetto bizzarro delle patate viola, dei cavoli fucsia, dei pomodori neri o delle pannocchie di mais che presentano un chicco di colore diverso dall’altro.

Questi ortaggi strani e curiosi sono belli, certo, ma anche buonissimi: scopri tutte le loro peculiarità!

Il colore della carota dipende dalla quantità di carotenoidi

Carota nera tagliata

La carota nera - come pure quella gialla, viola oppure bianca - non è figlia di esperimenti scientifici in laboratorio, è semplicemente una varietà meno nota e poco commercializzata.
Ma come mai una stessa specie può presentare così tante sfumature cromatiche?

Semplice, la colorazione di quest’ortaggio dipende principalmente dalla concentrazione più o meno elevata di carotenoidi nella sua polpa: se alcune varietà dalle tonalità calde producono questa sostanza in gran quantità, altre ne contengono meno.

Un esempio? Nella carota nera non c’è traccia di carotenoidi, al loro posto fa capolino la luteina, ma ciò non significa che le carote nere, gialle, viola oppure bianche siano meno appetibili o contengano meno nutrienti di quelle classiche, anzi, dal punto di vista nutrizionale, non hanno proprio nulla da invidiare alle sorelle arancioni.

Patate: in Sud America è normale che siano rosse, blu e viola

Patata rossa, patata gialla e patata viola

Le patate colorate sono molto diffuse in Sud America, in particolare in Perù, territorio in cui si sviluppano numerosissime varietà autoctone: c’è da dire però che anche l’Europa presenta parecchie eccellenze multicolori, specie in Italia e in Francia.

Se oltralpe la varietà che va per la maggiore è la patata a buccia viola “Vitelotte”, in Italia possiamo contare su alcune eccellenze locali, come la patata rossa di Cetica (AR), la patata rossa di Colfiorito IGP (PG) e la blu di Margone (TN).

Pomodoro, perché si usa dire “pomo d’oro” e non “pomorosso”?

Pomodori colorati

Domanda difficile: perché si chiama “pomo d’oro” se la sua buccia è di colore rosso acceso?

Nessun inganno e nessuna storia legata ai miti greci: si chiama così perché quando raggiunse l’Europa nel 1400 aveva un colore molto più chiaro, la sua buccia era di un giallo acceso che ricordava proprio l’oro.

Ci sono molteplici varietà che ancora oggi producono bacche dai toni paglierini, ma se dobbiamo proprio citare un pomodoro veramente bizzarro, non possiamo scordare quello a buccia nera, come quelli prodotti dalle piante della varietà Nero di Crimea.

Anche qui, proprio come nel caso della carota nera, bisogna ricorrere al microscopio: il colore scuro di questi pomodori è dovuto all’elevata presenza di antocianine (le stesse contenute nei mirtilli), sostanze ricchissime di antiossidanti che ne modificano sia polpa che buccia.

I cavoli colorati sono ortaggi tradizionali

Cavolfiore viola

Arancioni, fuxia, viola… di cavoli colorati ce ne sono così tanti che è difficile riuscire a descriverli tutti in così poche righe. Ecco i principali:

  • Il cavolfiore violetto di Sicilia e la varietà “cavolfiore violetto di Modica”.
  • A Macerata, viene coltivato un ortaggio che a maturazione è verde, come il più acerbo dei cavoli, dal sapore unico e inimitabile.
  • E che dire del cavolfiore rosa o di quello arancione? Ortaggi belli, buoni e nutrienti.

Considerando questo fitto arcobaleno, non pensate che anche il “normale” cavolfiore, quello bianco-giallastro, si presenti con una sfumatura cromatica particolare?

Chicchi multicolore per il mais glass gem corn

Pannocchia arlecchino di glass germ corn

Il mais colorato è certamente qualcosa di inaspettato: si chiama glass gem corn (mais gemma di vetro) ed è una varietà caratterizzata da chicchi multicolore, uno diverso dall’altro, con tonalità più o meno accese.

Anche in questo caso, le antocianine svolgono un ruolo essenziale nella colorazione del carosside (ogni chicco, infatti, è un frutto a sé e i botanici usano il termine carosside per definire questo tipo di frutto): come per la carote nere, l’elevata presenza di questo pigmento idrosolubile determina nel mais una colorazione tendente al porpora/violetto; allo stesso modo anche i flobafeni possono virare il colorito dei chicchi verso tonalità rosse e magento.

Nel mais gemma di vetro i livelli di carotene, flobafeni e antocianine variano drasticamente da chicco a chicco e il risultato non poteva che essere una pannocchia arlecchino.

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