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Orto InCLASSE: la "Carchidio - Strozzi" di Faenza vince il concorso della prevenzione

Martedì 5 giugno, presso i Vivai Landi di Ravenna, si è tenuta la giornata finale di "Orto InClasse", il progetto di prevenzione che vedeva uniti Istituto Oncologico Romagnolo e Valfrutta. Nato come un concorso tra gli istituti primari e d’infanzia delle province di Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini e del Comune di Imola che possiedano un terreno coltivato da bambini, l’iniziativa ha visto la partecipazione entusiastica di ben 33 scuole: un bacino d’utenza di circa 3.000 alunni, che hanno così potuto imparare giocando atteggiamenti di prevenzione e salute. “Coltivare l’orto a scuola è un’attività multidisciplinare fortemente educativa – ha spiegato infatti il Direttore Generale IOR, Fabrizio Miserocchi, presente all’evento – una didattica “antica” che si adatta a bambini di diverse fasce d’età. Si tratta di un’occasione di crescita in grado di stimolare competenze diverse, da quelle manuali a quelle scientifiche, e di affrontare tematiche trasversali in modo coinvolgente e divertente. L’orto permette di sviluppare il valore del ‘saper aspettare’, del rispetto, della collaborazione, dell’impegno e della natura. L’orto in classe permette anche di parlare di prevenzione in modo diverso rispetto alla ‘lezione frontale’, scoprendo il gusto e la salute a tavola da veri protagonisti”.


 
All’evento finale hanno partecipato oltre 200 persone tra insegnanti, alunni e famigliari dei bambini. La commissione composta da professionisti dell’Istituto Oncologico Romagnolo e da Valfrutta ha quindi decretato come miglior “orto in classe” quello dei piccoli “contadini” dell’Istituto Comprensivo Statale “Carchidio – Strocchi” di Faenza “per la perseveranza nell'attività dell'orto (16 anni), per la continuità didattica dell'attività in verticale dalla scuola dell'infanzia alla scuola secondaria di secondo grado”, che si è quindi aggiudicato il premio di 500 euro messo a disposizione. Seconda piazza, e premio di 300 euro, per la Scuola Primaria “R. Ricci” di Ravenna, mentre sul gradino più basso del podio troviamo la Scuola Materna “Monsignor A. Lega” di Meldola, che si aggiudica 200 euro. Menzione speciale inoltre per la Scuola Primaria “R. Campagnoni” di San Pietro in Campiano.


 
La graduatoria, chiaramente, aveva valore puramente simbolico, come confermato alla platea di bimbi dal Prof. Dino Amadori, Presidente IOR, presente all’evento. “Avete vinto tutti perché il progetto è molto bello e siete stati tutti bravi: quindi ognuno di voi deve considerarsi primo in classifica. L’obiettivo della nostra iniziativa era quello di insegnarvi a crescere nella maniera migliore e preservare la vostra salute: io potrei essere vostro nonno, e i nonni vanno ascoltati perché portano saggezza. Sapete cosa facciamo noi dell’Istituto Oncologico Romagnolo? Tutti i giorni combattiamo la malattia peggiore che ci sia sulla terra, e quindi abbiamo bisogno di aiuto perché questa battaglia richiede l’impegno di tanti medici, infermieri e ricercatori. Tuttavia è una battaglia che stiamo vincendo: sempre meno pazienti muoiono, sempre più persone guariscono, e grazie al nostro lavoro spero per voi e per il vostro futuro che l’obiettivo che stiamo perseguendo arrivi nella nostra Romagna ancora prima che altrove”. La dott.ssa Franca Gentilini, una delle professioniste della prevenzione dello IOR, ha aggiunto che “per coltivare orti belli come quelli che abbiamo visto c’è bisogno di cura: spero che questa esperienza vi abbia insegnato a prendervi cura di voi stessi, esattamente come vi siete presi cura delle vostre piante. Ci tengo a ringraziare la Famiglia Landi, che ha ospitato questa bellissima festa”. Al termine della premiazione, i bambini hanno potuto usufruire di una gustosa ma salutare merenda, servita dai volontari dello IOR e offerta da Valfrutta, e hanno affidato i propri pensieri sull’esperienza vissuta nell’albero della salute, un ulivo che è stato fatto fiorire con i bigliettini scritti dai piccoli “agricoltori”. “Per me fare l’orto è bello perché si rispetta la natura e siamo sicuri di quello che mangiamo – si legge in uno di questi – ci si prende cura delle piccole cose, è divertente e stiamo assieme”.

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