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DAL MONDO DEGLI ORTI

Coltivare il futuro con l’orto Urbano della Salute di Napoli

Coltivare un orto sociale urbano a Napoli ha un valore altissimo, forse più che in altre città: di sicuro lo ha l’Orto Urbano della Salute all’interno del Parco Fratelli De Filippo nel quartiere di Ponticelli.

In questo contesto, il Centro Lilliput utilizza l’orto per aiutare i ragazzi a superare le dipendenze che li hanno condizionati nel passato.
Non solo, la rivalutazione dell’area ha restituito alla cittadinanza uno spazio con una nuova vita e, al contempo, offre aspettative differenti ai giovani del quartiere.

Andiamo a conoscere gli orticoltori partenopei dell’Orto Urbano della Salute e scopriamo come si sta evolvendo questa bellissima esperienza.

Ponticelli, l'orto sociale a Napoli dal 2015

Orto sociale a Ponticelli, condivisione ed esperienza

L’Orto Urbano della Salute situato a Ponticelli nasce per volontà del Centro diurno Lilliput, istituzione afferente alla UOC/Coordinamento Dipendenze della ASL NA1 e dalla Cooperativa Sociale ERA, che si propone di aiutare chi vive con problemi di dipendenza: un aiuto tangibile che si concretizza tramite attività pratiche condotte insieme a volontari capaci di essere d’esempio.

L’Orto Urbano della Salute nasce proprio per poter dar la possibilità alle persone che frequentano il centro diurno Lilliput di mettersi in gioco lavorando la terra e prendendosi le responsabilità che questo gesto porta con sé.

L’avventura a Ponticelli comincia ufficialmente nel 2015 quando Lilliput riceve in gestione dal Comune il terreno su cui oggi si coltiva. Erano anni che l’associazione cercava un ambiente in cui cominciare questo progetto e l’ha trovato proprio in questo terreno posto ai margini di rioni “difficili” di Napoli. Un luogo che in questi anni ha trovato nuova vita, rivalutato in tutto e per tutto dopo che per lungo tempo la Camorra, secondo voci, ne aveva fatto un magazzino di armi a cielo aperto.

Nei primi giorni di attività l’orto ha subito intimidazioni e atti vandalici, ma queste minacce hanno sortito l’effetto opposto a quello desiderato; hanno infatti attirato l’attenzione dell’opinione pubblica e con essa anche una serie di associazioni, enti e agricoltori hobbysti che si sono prima interessati e poi uniti alle attività dell’orto.

È così che lo spazio ha iniziato a essere vissuto e lavorato: i primi a cominciare sono stati i ragazzi del centro Lilliput, successivamente, poco per volta, alcune aiuole sono state affidate ad associazioni, parrocchie, scuole primarie e superiori, o anche solo a semplici cittadini con il pollice verde.

Sodalizi che con il tempo diventano sempre più stretti, tanto che in molti sono convinti si stia formando una vera e propria famiglia allargata, un valore aggiunto per i giovani impegnati nel percorso intrapreso con Lilliput ma anche per tutta la città di Napoli.

Esperienze e persone: l’unione fa la forza

Orto sociale a Ponticelli, prospettive future

L’orto urbano di Ponticelli rappresenta un punto di incontro che aiuta i ragazzi con un passato di dipendenze facendoli vivere rapporti umani.

È proprio dall’insieme di tutte le singole entità che entrano in questo spazio d’accoglienza, ciascuna con la propria storia e il proprio bagaglio di esperienze e emozioni, che il progetto trova linfa vitale e si sostiene.

L’orto non è solo il mezzo per trasmettere l’importanza del lavoro e dei ritmi della natura ma anche lo strumento con cui tutti i partecipanti hanno la possibilità di sentirsi parte di un gruppo più ampio e eterogeneo.Avvocati, elettricisti, bancari, ragazzi, giovani e meno giovani, e ci son pure degli artisti e una band musicale; tutti coltivano l’orto, spalla contro spalla, ciascuno a modo proprio ma secondo i dettami del biologico, e le risate non mancano mai.
Hanno pure recuperato antiche sementi e cominciato a produrre la Torzella (“Cavolo Greco” o “Torza ricca” per i più formali): una Brassicacea dal fogliame arricciato che in queste zone è ingrediente tanto ricercato quanto necessario, per la buonissima zuppa maritata. Un ortaggio che è diventato un po’ il simbolo degli ortisti che vivono questo spazio autofinanziato e autofinanziato.
Come l’orto sociale nella casa di reclusione Barcaglione, anche qui a Napoli il contatto con la terra aiuta a ritrovare se stessi mentre le nozioni acquisite divengono conoscenze che in un futuro potrebbero essere riutilizzate per trovare lavoro o anche “solo” per autoprodurre del cibo.
Non solo, nell’orto sono attivi anche altri percorsi formativi, come i corsi di educazione alimentare che portano i bambini di Napoli alla scoperta di come si produce quel che mangiano e i laboratori di training autogeno, di musicoterapia e di autobiografia svolti nel bellissimo Giardino dei Sensi: concretizzazione di un mix tra ortoterapia e arteterapia che sta riscuotendo risultati clinici eccellenti.

L’orto Urbano della Salute è studiato dalle Università europee

L'orto urbano di Ponticelli in inverno

Negli anni il progetto Orto Urbano della Salute è riuscito a trasformarsi rimanendo fedele ai propri valori ed è diventato un vero e proprio laboratorio di socialità e accoglienza a cielo aperto: uno spazio che accetta le diversità e le valorizza per il bene comune e del singolo; un luogo che regala tante responsabilità quante emozioni, sia per sé che per gli altri; all’interno del quartiere e per tutta Napoli.
Il progetto è così ben inserito all’interno della città che ormai è parte integrante del quartiere Ponticelli: uno spazio verde e vitale che si staglia in mezzo alle costruzioni popolari, mentre sullo sfondo si scorge il Vesuvio, vulcano simbolo di Napoli che nei secoli ha regalato a queste terre tutta la loro fertilità.

Quando si entra nel cancello che delimita l’area non ci si può che sentire a casa, in un ambiente di una bellezza difficile da spiegare, quasi disarmante, considerato lo stato in cui si trovava l’area qualche tempo fa.

L'orto dà luogo a un paesaggio urbano contemporaneo unico nel suo genere, tanto da attrarre accademici e università in ambito internazionale: realtà che studiano le dinamiche virtuose che si sono instaurate tra il territorio e la popolazione grazie alla condivisione di ambienti urbani rivalutati.

E cosa ha in serbo il futuro per Ponticelli? Niente di meno che un frutteto, continuazione naturale del percorso intrapreso con l’orto; il frutteto vorrebbe prendere forma la prossima primavera e le basi per raggiungere anche questo obiettivo ci sono già tutte.

A questo punto, non possiamo che augurare buona fortuna ai nostri amici napoletani.


Foto Credits: Centro Diurno Lilliput

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