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DAL MONDO DEGLI ORTI

Tutti giù per terra, l'orto sociale che favorisce l’integrazione

In Lombardia non è l’unico esempio virtuoso, ma a Monza è nato un progetto davvero speciale. Si chiama “Tutti giù per terra” ed è uno spazio sociale e didattico creato con l’intento di coinvolgere disabili, studenti, anziani e richiedenti asilo attraverso la coltivazione di un orto e di un vigneto.

Moltissime realtà locali hanno preso la palla al balzo e si sono messe a disposizione della Fondazione Alessio Tavecchio ONLUS, associazione a capo dell’iniziativa.

Venite con noi in Brianza per scoprire cosa sta succedendo nel frutteto e nell’orto sociale.

Orto sociale "Tutti giù per terra", da 4 mesi sulla bocca di tutti!

Tutti giù per terra, un orto sociale davvero speciale

“Tutti giù per terra” apre i battenti appena 4 mesi fa, per la precisione domenica 20 maggio 2018, ma l’interesse suscitato da questo spazio aperto alla cittadinanza è stato subito elevato, tanto da coinvolgere moltissime realtà importanti.

Tutto grazie alle forze e agli sforzi della Fondazione Alessio Tavecchio, il gruppo nato nel 1998 che in questi anni sta cercando di creare un centro polifunzionale capace di offrire alle persone con disabilità un ambiente adatto al pieno reinserimento in società.

“Tutti giù per terra” rientra proprio in questo contesto: uno spazio aperto a tutte le età e a tutte le persone, dai disabili ai richiedenti asilo, che promuove la socialità cercando di dare a tutti i cittadini un ambiente verde capace di preservare la biodiversità e produrre ortaggi a Km 0.

Insomma, un progetto che nasce e vive per la comunità tutta, anche se focalizza l’attenzione su quelle che son definite “minoranze sociali”; un modo per aiutare chi ha bisogno preservando le conoscenze agricole della zona e consolidando i rapporti che regolano la comunità locale.

Barbatelle e ortaggi per cominciare, un aperitivo per conoscersi meglio

Tutti giù per terra, un progetto di aggregazione


Come detto in precedenza, “Tutti giù per terra” è stato inaugurato poco tempo fa ma le iniziative che ruotano intorno a questo spazio sono state moltissime, e tutte hanno ricevuto consensi, oltre ad aver registrato un ottimo afflusso di partecipanti.

A meno di due mese dalla partenza del progetto, l’orto sta per dare i primi frutti mentre le barbatelle messe in campo a formare il vigneto stanno crescendo rigogliose, gestite e potate da mani sapienti per dare il via quanto prima alla produzione di uva e di vino.

In questo periodo i lavori in orto proseguono normalmente tra una zappata e un raccolto; ma c’è anche chi non si sporca le mani in senso stretto ma aiuta l’orto in altro modo.

C’è poco da fare, per portare avanti un progetto così servono passione, fondi e partecipazione; ecco perché molti associati hanno cominciato a organizzare eventi in giro per la città al fine di far conoscere “Tutti giù per terra”.

Aperitivi green, serate in libreria, cena e pranzi comunitari, eventi che aiutano il progetto e parallelamente creano momenti di aggregazione; un po’ come fa Maria Teresa con le merende ad Ortoborto.

Tra orto e vigneto, mettiamoci anche un frutteto

Tutti giù per terra, non solo orto socialeGli scopi di “Tutti giù per terra” sono chiari, come pure gli intenti che muovono l’intera Fondazione. L’orto non è solo il mezzo per insegnare e integrare, ma uno strumento concreto per dare lavoro: in questo spazio vengono infatti svolti dei corsi professionalizzanti che permettono ai ragazzi con disabilità di poter ambire a un posto di lavoro proprio nell’amato spazio verde.

E non scordiamoci dei volontari, parte integrante e importantissima del progetto: senza la loro partecipazione “Tutti giù per terra” mancherebbe dell’appoggio e dell’aiuto concreto e morale della cittadinanza, entità da sempre considerata necessaria per il buon svolgimento delle attività.

Le iniziative poi non finiscono mai, da qualche tempo gli amici del vigneto e del frutteto sociale ne hanno promosso una tanto simpatica quanto particolare: “adotta un albero”. Con una donazione simbolica chiunque può sostenere il progetto, noleggiare un albero da frutto per un anno e al momento del raccolto avere i suoi frutti!

Insomma, “Tutti giù per terra” è già entrato nel cuore dei brianzoli e sta attirando sempre più gente, sia semplici curiosi o appassionati che persone che hanno bisogno di un aiuto concreto.

Possiamo proprio dire che questo orto per il sociale è partito alla grandissima e, date le premesse, pare proprio che possa fare sempre di meglio.

Non ci resta che augurare tanta fortuna ai nostri amici e chissà che con il tempo non riescano a concretizzare il loro sogno di creare un polo multifunzionale per la piena integrazione delle persone con disabilità tramite il lavoro e lo sport.

Noi siamo con voi, continuate così!


Foto credits: “Tutti giù per terra”

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