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Cachi, in autunno è tempo di raccolta!

Iniziano a maturare quando l’estate volge al termine, la raccolta invece deve terminare prima che arrivi il freddo. I cachi sono frutti autunnali buonissimi, colorati alla vista, dolcissimi all’assaggio, nutrienti, ricchi di proprietà benefiche: l’ideale per affrontare al meglio questo periodo dell’anno.

Conosciamoli meglio e scopriamo come si raccolgono e come si conservano.

Cachi, kaki o diospiro?

Cachi maturi

Potete chiamarlo cachi, kaki o diospiro, cambia poco: stiamo parlando dell’albero che produce questo dolce frutto dai colori vivaci e che i botanici definiscono Diospyros kaki.

Il diospiro è una pianta coltivata in Cina da più di 2000 anni, ma in Italia è arrivata solo nell’800, più precisamente nel 1871, quando un esemplare venne messo a dimora nel giardino di Boboli a Firenze.

Specie maestosa conosciuta principalmente per i suoi dolci frutti a buccia giallo-arancio, l’albero dei cachi si coltiva facilmente e non pretende cure particolari.

In autunno comincia la raccolta dei cachi

Collane di cachi

La raccolta dei cachi inizia verso l’ultima settimana di settembre, si protrae per tutto il mese di ottobre e termina con l’arrivo dei primi freddi.

I cachi sono maturi quando la loro buccia acquisisce la colorazione tipica della specie messa a dimora, con tinte che variano dal giallo all’arancione. La raccolta può essere svolta a mano o con forbici da potatura.

Se avete deciso di raccogliere i cachi a mano, afferrate il frutto e ruotatelo su se stesso in senso antiorario; se invece adoperate le forbici, asportate la frutta tagliando il peduncolo che la unisce al ramo.

Per conservare i cachi, riponete il raccolto in contenitori imbottiti capaci di proteggere la frutta dagli urti: potete usare tranquillamente delle cassette in legno foderate internamente con gommapiuma.

Chi raccoglie cachi muniti di peduncolo deve stare più attento e sistemarli negli appositi contenitori in maniera tale che i gambi non vadano a contatto con la buccia della frutta circostante.

È importante ricordare che non tutti i cachi possono essere consumati appena colti, alcune varietà, infatti, necessitano di un periodo di ulteriore maturazione per diventare appetibili.

Come fare ad assaporare il proprio raccolto il prima possibile? Sistemate tra un cachi e l’altro delle mele o delle pere. Questi frutti rilasciano etilene nell’aria, un composto volatile capace di promuovere lo sviluppo e la maturazione della frutta: cachi compresi!

I cachi sono un vero toccasana per l’organismo!

Cachi tagliati

Il biglietto da visita dei cachi in cucina? La deliziosa polpa, dolce e molle, che si scioglie in bocca. Possono essere consumati freschi oppure utilizzati nella preparazione di alimenti più complessi, come confetture e dolci, e di alcolici, come accade in Giappone.

Se il sapore del frutto è unico, il contenuto zuccherino dei cachi è l’ideale per dare la carica che serve a superare in piena salute il periodo di transizione tra il caldo estivo e il freddo delle prossime stagioni.

I cachi aiutano l’organismo anche grazie a quantità considerevoli di beta-carotene (precursore della vitamina A) e di vitamina C, composti dall’elevato potere antiossidante.

Ma le proprietà benefiche dei cachi non si fermano qui, dato che questo frutto ha un apprezzabile effetto diuretico e lassativo, oltre a possedere la capacità di proteggere gran parte degli organi adibiti alla digestione, come fegato, intestino tenue, milza, stomaco e pancreas.

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