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DAL MONDO DEGLI ORTI

Casa di Anna, l'innovativa fattoria sociale di Mestre

Casa di Anna è una fattoria sociale situata nelle campagne di Mestre, cittadina alle porte di Venezia.

Siamo andati a trovarli e ci siamo fatti raccontare com'è nata l’iniziativa e cos'ha in serbo per loro il futuro: è stato bello farsi raccontare l'esperienza direttamente dai protagonisti del progetto, ragazzi con disabilità, immigrati e bambini.  

Venite a conoscere con noi Anna, la sua famiglia, i suoi amici e le bellissime iniziative realizzate presso la Casa di Anna.


Casa di Anna: un’oasi di serenità green alle porte di Venezia


Entrata di Casa di Anna

Casa di Anna è una struttura ben curata alle porte di Venezia, più precisamente a Zelarino, periferia di Mestre. Per entrare nella struttura si supera un tunnel composto interamente di piante e ci si ritrova in un parcheggio immerso nel verde e nella quiete. Guardandosi intorno si vedono serre, terreni coltivati o lavorati e una bellissima struttura che ospita sale polifunzionali, un piccolo negozio, una struttura d’accoglienza e un delizioso ristorantino.

Veniamo subito accolti amichevolmente dai grandi sorrisi di Silvia, che segue l’iniziativa a 360 gradi, e Alessandro. Alessandro è un ragazzo con disabilità che segue il piccolo punto vendita interno e subito prende la palla al balzo per raccontarci della sua esperienza come fruttivendolo: ci dice che segue i clienti aiutandoli a far la spesa, e proprio mentre si confida con noi arriva Piero: un uomo sorridente che si presenta con una battuta, e l’allegria pervade il gruppo!

Piero è il fondatore di Casa di Anna e con lui ci spostiamo all’esterno. Qui ci racconta che la sua famiglia ha fondato questa fattoria sociale per offrire alla figlia Anna, ragazza con disabilità, un ambiente sereno in cui vivere il presente, ma anche un futuro migliore. L’iniziativa, ci spiega Piero, non è per nulla campata in aria, anzi punta a sostenersi in tutto e per tutto, anche economicamente, ma senza dimenticarsi dell’ambiente e del prossimo. Casa di Anna, infatti, è stata la prima fattoria sociale della provincia: qui si coltivano ortaggi bio certificati e molti degli operai sono affetti da disagi fisici e/o di altra natura.

Non solo, qui le strutture sono state realizzate seguendo la logica della sostenibilità: tutte le attività di Casa di Anna prevedono un uso responsabile delle risorse che madre natura mette a disposizione tramite strumenti capaci di limitare gli sprechi.


L’Orto-giardino innovativo e le coltivazioni orticole biologiche

Casa di Anna: orto-giardini tecnologico
Dopo le presentazioni ci dirigiamo verso i 13 ettari in cui si sviluppa Casa di Anna, quindi salutiamo Silvia e Alessandro e ci dirigiamo verso l’orto-giardino. Mentre Piero ci accompagna tra le 140 specie che compongono questa installazione moderna munita di codici QR informativi, nei suoi occhi si legge l’entusiasmo di veder realizzato un orto rialzato (quindi adatto anche a chi vive in carrozzina, un po’ come hanno fatto anche i ragazzi che gestiscono l’orto della Stazione Tiburtina a Roma) completamente automatizzato misto alla gioia di aver così tante piante belle e buone.
E mentre passeggiamo assaggiando, tra le tante, le foglie di menta ananas e menta cioccolato, tutto intorno a noi si muovono sciami di insetti impollinatori; proprio come dovrebbe essere in natura.

Non solo, una volta raggiunto il centro dell’orto-giardino notiamo delle panchine su cui sono apposte alcune frasi di uomini illustri, da Da Vinci a Einstein, tutti intenti a ricordarci l’importanza del legame tra natura e uomo: proprio quello che stiamo vivendo.

La nostra visita continua visitando la barchessa in cui attualmente stanno riposando le cipolle rosse e qui, mentre Piero ci racconta del centro estivo per bambini basato su giochi, musica e cultura, ci raggiunge Andrea.

Andrea è un ragazzo con disabilità che lavora nei campi e chiede consigli al “capo”: è preoccupato per una visita medica, ma viene prontamente rincuorato e si dirige verso i compagni per aiutarli a posare le canalette per l’irrigazione.

Salutiamo i ragazzi intenti nel loro lavoro e ci dirigiamo poco più in là, verso le serre che ospitano peperoni, pomodori, pomodorini, cetrioli e una varietà antica di pomodoro da insalata. Piero ci mostra l’anemometro capace di chiudere le serre in caso di condizioni climatiche avverse e l’impianto di irrigazione automatizzato a goccia, il tutto finalizzato a diminuire gli sforzi e gli sprechi, anche in prospettiva futura.

Anna e la sua famiglia allargata

I ragazzi che lavorano a Casa di Anna

Scoprendo i segreti delle serre ci imbattiamo in due ragazzi intenti a ripulire i terreni dalle colture precedenti. E così ci spostiamo verso il ristorante/alloggio di Casa di Anna e mentre beviamo un caffè arriva la padrona di casa!

Finalmente conosciamo Anna, una ragazza sorridente che, accompagnata in carrozzina da mamma Carla, ci saluta con una stretta di mano intensa e affettuosa.

Anna e i suoi genitori ci parlano dell’entusiasmo che caratterizza ragazzi che lavorano qui e di quanto sia importante per loro prendersi le proprie responsabilità in piena autonomia, sia nei riguardi del gruppo che delle mansioni da svolgere.

Tra le tante esperienze che ci raccontano ci colpisce quella di una ragazza con disabilità diventata campionessa italiana di canoa nella sua categoria per la seconda volta consecutiva; Piero è così felice che ci mostra perfino i messaggi che la ragazza gli ha mandato per festeggiare la vittoria.

Ci congediamo da Casa di Anna mentre vediamo i ragazzi che dal campo si dirigono verso gli edifici per la merenda di metà mattinata. Poco più là, invece, passa un fagiano e Piero sottolinea sorridendo che va difeso: “Un nostro collaboratore ha la passione per la caccia e appena l’ha visto se lo immaginava già in pentola”. 

Prima di riprendere la strada verso casa passiamo a salutare Anna che è seduta con la madre fuori dal negozio e già che ci siamo entriamo a fare un po’ di compere.


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