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Il cotogno, un albero da frutto coltivato da 4000 anni

Il cotogno è un albero di dimensioni ridotte che produce un frutto tanto buono quanto poco conosciuto. E pensare che fino a qualche secolo fa era molto comune perché veniva usato come dolcificante al posto dello zucchero o del miele, prodotti molto più costosi della cotogna.

In Italia potete ancora incappare in qualche campo coltivato a cotogno o in piante sub-spontanee sperse tra le colline, segno tangibile di qualche antico frutteto. Seguiteci tra le nostre piante da frutto per scoprire la storia del cotogno e le tecniche per coltivarlo al meglio in Italia.

La storia del frutto sacro ad Afrodite

Cotogno, una pianta che compie 4000 anni

Il cotogno (Cydonia oblunga) è un albero di dimensioni ridotte che l’essere umano coltiva da almeno 4000 anni. Originaria dell’Asia Minore da cui si è successivamente diffusa in tutto il Mediterraneo, questa pianta veniva certamente coltivata dai Babilonesi, come pure nell’Antica Grecia e nei territori degli antichi romani.

All’epoca le cotogne erano i frutti sacri ad Afrodite, la dea greca dell’amore e della bellezza, mentre nei secoli successivi sono sempre state associate alla fertilità, quindi usate come simbolo buon auspicio durante i matrimoni.

In Italia, come in gran parte del continente europeo, il cotogno è sempre stato coltivato con ruolo "dolcificante" tanto che fino agli anni ‘60 la pianta e il frutto si trovavano facilmente.
Con l’avvento della grande distribuzione organizzata, le cotogne purtroppo persero gran parte del loro appeal, poichè vennero escluse dal reparto ortofrutta.

Fortunatamente queste piante non sono andate perse, un po’ perchè molto resistenti e un po’ perché qualche agricoltore non ha mai smesso di curare i suoi alberi, specie in Calabria, Sicilia e Puglia.

Al giorno d’oggi il cotogno è una specie da frutto considerata “minore”, non tanto per la qualità del suo prodotto quanto per la difficoltà di reperimento.
Se non vedete l’ora di poter assaporare le cotogne o siete solo curiosi, perché non coltivate questo albero con l’aiuto dei nostri consigli?

Un frutto autunnale facile da coltivare

Come coltivare il cotognoIl cotogno è una pianta facile da coltivare che produce frutti buonissimi e di dimensioni notevoli. Si adatta a diverse condizioni climatiche e ambientali, soffre solamente i terreni eccessivamente calcarei. È anche un vegetale particolarmente piacevole alla vista, grazie al suo fogliame verde intenso e ai suoi grandi fiori bianchi che, verso aprile, appaiono sulla cima dei rametti nuovi.

Molti credono che esistono 2 tipi di cotogne, la mela cotogna e la pera cotogna; questa differenza non sottintende incroci vegetali paritcolari ma si riferisce semplicemente alla forma della frutta prodotta (la prima è tonda, più allungato il secondo tipo).

E ora, dopo aver conosciuto meglio questo albero, vediamo come si coltiva.

La messa a dimora del cotogno può essere effettuata da novembre a marzo e prevede di sistemare in terra 2 piante di varietà differenti: questo albero è caratterizzato da autofertilità, ciò significa che i cotogni non producono frutta se vengono impollinati da se stessi o da piante della stessa varietà.

  • Durante il primi 2 anni provvedete a dare una forma alla pianta tramite potature autunnali; 
  • assicurate ai vegetali l’acqua di cui hanno bisogno durante i periodi caldi dell’anno;
  • non preoccupatevi di insetti e malattie, il cotogno resiste egregiamente a ogni avversità e non ha bisogno di cure particolari per mantenersi in salute.
  • non appena arriva la fine dell’estate noterete le cotogne all’apice dei rami dell’anno, una per ramo. I frutti raggiungono la maturità tra settembre e i primi di novembre, quando, profumatissimi, si staccano dalla pianta senza difficoltà e la loro buccia diventa completamente di color giallo acceso.

Cotognata e lo sburlon, tipici prodotti italiani

Cotogno, ideale per preparare lo sburlon

Anche se il cotogno è un frutto non molto diffuso, in cucina può essere usato in moltissimi modi e non mancano le ricette tradizionali che ne prevedono l’uso, mostarda in primis.
In prima battuta bisogna sottolineare che è improbabile consumare le cotogne fresche, sono frutti troppo duri e risultano appetibili solo dopo esser stati cotti: la cottura rende più morbida la polpa e “libera” gli zuccheri presenti dando al frutto il sapore del miele.

Le cotogne sono anche l’ideale nella preparazione della marmellata, tanto che la parola “marmellata” deriva da “marmelo”, termine portoghese per indicare il cotogno. Perché?Le cotogne sono ricche di pectina, una sostanza che permette alla marmellata in cottura di rapprendersi più velocemente: nel passato questo frutto veniva utilizzato in tutte le composte proprio per addensarle repentinamente.

Se invece la confettura vede la cotogna come ingrediente principale, questa prende il nome di cotognata, confettura che ha ricevuto il riconoscimento di prodotto agroalimentare tipico.

Esiste anche un liquore a base di cotogne: lo sburlon, un alcolico la cui preparazione è molto simile a quella del nocino.

Digestione facilitata con le cotogne

Cotogno, i benefici

Le cotogne sono frutti nutrienti e ricchi di fruttosio, ma sono anche una buona fonte di vitamine e sali minerali. In fitoterapia, il frutto del cotogno ha effetti positivi sull’apparato digerente, riuscendo a ridurre le infiammazioni, a proteggere la mucosa interna e a favorire la digestione.

Usate solo i frutti di questa pianta e evitate di consumare le foglie, quest’ultime contengono amigdalina, un composto potenzialmente mortale per l’uomo.

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