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CURIOSITÀ IN CUCINA

Cottura a vapore, storia di un metodo sano e gustoso

Non ci resta che ringraziare la tradizione culinaria cinese, se la cottura a vapore è stata tramandata nei secoli ed è arrivata fino a noi.

Come faremmo, altrimenti, a goderci tutto il sapore genuino di particolari alimenti, ad esempio le verdure, il riso, il pesce oppure i crostacei? Attenzione ai molluschi e soprattutto alla carne rossa, non sono adatti a questo metodo di cottura, contengono troppo tessuto connettivo e risulterebbero, alla fine, troppo duri per essere consumati.

Lasciamo questi due cibi in balìa delle alte temperature, e concentriamoci su quelle leggermente inferiori che vedono protagonista (attenzione) non la pentola a pressione, in cui appunto la pressione porta l’acqua a superare i tradizionali 100°, bensì il cestello grigliato in acciaio oppure la vaporiera in bambù.

Questi due pratici utensili consentono di cuocere perfettamente i cibi, senza che questi abbiano un contatto diretto con l’acqua: è il particolare circolo d’aria e vapore che contribuisce a “sciogliere” la loro parte grassa e a preservarne tutte le caratteristiche organolettiche.

cottura a vapore

Ecco allora che gli alimenti cotti al vapore risultano non solo meno calorici, ma anche più sani e decisamente più digeribili. Ma si sa, ognuno ha i suoi gusti, e se non provate grossa soddisfazione di fronte a dei fagiolini o dei finocchi lessi, conditi unicamente con un filo d’olio, dilettatevi ad aromatizzare l’acqua di cottura.

Le opzioni non si contano sulle dita di una mano, si va dalla curcuma alle erbe aromatiche, dalle foglie di alloro al succo di limone, dalle bacche di ginepro all’ aceto aromatico. Se state preparando delle verdure, però, ecco in aggiunta un altro piccolo trucchetto: non salatele prima della cottura, il sale toglierebbe loro gran parte del loro naturale colore.


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