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BIODIVERSITÀ

Quanto conosci l’Arancia Rossa di Sicilia IGP?

L’Arancia Rossa di Sicilia è l’unico agrume a polpa rossa ad esser stata insignito del marchio IGP, onorificenza che premia le eccellenze enogastronomiche che acquisiscono caratteristiche uniche solamente se coltivate in una determinata zona geografica.

Ed è proprio quello che è successo a questo frutto con caratteristiche uniche al mondo, che cresce principalmente nella piana di Catania, proprio di fronte all’Etna.
Raggiungiamo la costa orientale dell’isola, intenti a scoprire quel che rende speciale l’Arancia Rossa di Sicilia IGP!

L’amore tra la Sicilia e gli agrumi nasce ai tempi dei romani

Le origini dell'Arancia Rossa di SiciliaLe produzione agricole siciliane sono tra le più buone e invidiate al mondo: limoni, formaggi, capperi, olio, pomodori, sesamo, pistacchi e ovviamente le migliori arance rosse che si possano produrre: l’Arancia Rossa di Sicilia IGP.

Gli agrumi fanno parte della cultura siciliana da moltissimo tempo: limone e cedro vivono nell’isola almeno dal 450 d.C. mentre l’arancio amaro appare in Sicilia circa 150 anni dopo grazie agli Arabi, che lo importarono come pianta ornamentale.

Intorno al 1600 è la volta dell’arancia rossa, il frutto prediletto raggiunge l’isola grazie a un missionario di ritorno dalle Filippine. Descritta per la prima volta nel 1646 da Giovanni Battista Ferrari, gesuita senese amante della botanica, l’arancia rossa conquistò subito i siciliani che cominciarono a coltivarla dappertutto, in particolare nelle coste orientali, sui terreni che dal mare si estendono fino all’Etna.

E dopo meno di 400 anni di coltivazioni, l’arancia rossa è riconosciuta come uno dei simboli indiscussi della Sicilia, in Italia e nel mondo. Questo frutto, infatti, si sviluppa così solo nei suoli della costa est della Sicilia, perché solo qui esistono terreni e condizioni climatiche tali da consentire alle piante di produrre frutta a polpa rossa, dal sapore ben bilanciato tra dolce e acido. 

Grazie a questo legame indissolubile con il territorio, quest'arancia è riuscita ad acquisire il marchio di “Indicazione Geografica Protetta”, riconoscimento conferito a tutte quelle eccellenze gastronomiche le cui caratteristiche dipendono direttamente dal territorio in cui vengono prodotte.

L’Arancia Rossa di Sicilia IGP si coltiva dall’Etna al mare

L'arancia rossa di Sicilia si coltiva dall’Etna al mare

L’arancio (Citrus sinensis) è un albero appartenente alla famiglia delle Rutacee originario dell’Asia, come tutti gli agrumi conosciuti. Questa specie ha trovato nel suolo siciliano un ambiente di sviluppo ideale, in particolare nelle campagne in provincia di Catania, Enna e Siracusa.

In queste zone i terreni coltivati ad arancia collegano la costa alle alture, fino a raggiungere l’Etna: il vulcano che in questi secoli ha protetto dai venti le piante e, grazie alle sue eruzioni, ha permesso la genesi di questo suolo tanto fertile e particolare.

Un paesaggio unico che può contare su una vegetazione persistente che, tra dicembre e maggio, fa da sfondo a una miriade di frutti a buccia arancione. Queste arance sono uniche perché sono capaci di sviluppare polpa di color rosso acceso, il regolamento parla chiaro: solo le arance prodotte dalle varietà “Moro”, “Sanguinello” e “Tarocco” possiedono le caratteristiche uniche che identificano l’Arancia Rossa di Sicilia IGP, ed è per questo che sono gli unici frutti che possono essere venduti con questo marchio. 

Dall’anatra alla spremuta, l’arancia è protagonista in cucina

L'arancia rossa di Sicilia in cucina

L’arancia è un frutto che solitamente viene consumato fresco o utilizzato per preparare la famosa spremuta d’arancia.

  • Lo si usa anche per preparare piatti salati, come il risotto o l’anatra all’arancia; portate conosciute e apprezzate in tutto il mondo, sia nei ristoranti gourmet che nelle cucine di casa.
  • L’arancia sta benissimo anche in insalata: oltre alla buonissima insalata greca di farro e arancia, provate questa ricetta veloce: vi basterà condire con olio, sale, pepe e gocce di limone del finocchio tagliato fino, olive nere, cipolla a julienne e qualche spicchio di arancia.
  • E come dimenticare la salsa maltese? L’accompagnamento perfetto agli asparagi, e più in generale alle verdure lesse, si prepara proprio unendo succo e scorze d’arancia a della maionese.
  • I formaggi caprini e pecorini sono l’ideale per ripulire la bocca a fine pasto; serviteli accompagnandoli a una goccia di marmellata di arance se volete stupire i vostri commensali.
  • E in pasticceria che l’arancia da il meglio di sé: le arance candite sono un must che, oltre ad essere ingrediente fondamentale per molte preparazioni tradizionali, possono essere consumate così come sono o ricoperte di cioccolato.

La buccia di arancia e il suo succo sono usati per dar sapore a moltissime torte, biscotti, semifreddi e granite. Dopo tutte queste golosità, aiutate la digestione con un alcolico aromatizzato all’arancia, ce ne sono moltissimi e di tutti tipi. E durante queste fredde giornate invernali, perché non vi scaldate un po’ con del vin brulè o della sangria calda? Chiaramente vi serviranno delle arance, entrambe le preparazioni prevedono l’uso di questo agrume e non ammettono mancanze!

Poche calorie e tante vitamine

I benefici dell'arancia rossa di SiciliaL’Arancia rossa di Sicilia IGP è un alimento sano e saporito, ricco di vitamine e nutrienti che aiutano l’organismo di chi lo consuma senza pesare sull’apporto calorico.

In molti credono che l’arancia sia solo una fonte di vitamina C (anche se sarebbe più corretto parlare di acido ascorbico), ma non è corretto. L’azione antiossidante della vitamina C viene supportata dai carotenoidi (precursori della vitamina A) e dalle antocianine contenute nei frutti. In particolare, le antocianine hanno la capacità di contrastare l’invecchiamento e la ritenzione idrica grazie all’effetto positivo che esplicano sull’apparato circolatorio. Anche chi è solito aver problemi digestivi può trovar sollievo consumando un’arancia rossa a fine pasto, le pectine presenti nella polpa del frutto contrastano l’accumulo di colesterolo dannoso e favoriscono il lavoro dell’intestino.


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