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DAL MONDO DEGLI ORTI

Bee My Job, integrazione e rispetto per la natura

Ad Alessandria gli orti e gli apiari sociali di Bee My Job ravvivano il parco di Forte Acqui sin dai primi passi mossi nel 2015. In meno di 4 anni l’associazione Cambalache, promotrice dell’iniziativa, ha percorso tanta strada, fino a diventare un modello da replicare, secondo quel che pensa l’UNHCR (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati).

Bee My Job è accoglienza, formazione e lavoro, e da poco può contare pure su un bellissimo documentario che racconta le vicende che ruotano intorno al progetto. Seguiteci in Piemonte per sbirciare, da vicino, un progetto straordinario.

Aiutare le persone in difficoltà educando al rispetto per la natura

Lassociazione di promozione sociale  Cambalache nasce nel 2011 con lo scopo di aiutare richiedenti asilo e rifugiati a integrarsi nel tessuto sociale e culturale italiano: un passo tanto importante quanto difficile per chi fugge da realtà così differenti dal nostro Paese. Cambalache lavora da sempre in questo ambito, ma tutto cambia nel 2015 quando l’associazione inventa “Bee My Job”. L’idea è semplice e geniale allo stesso tempo: in una società come la nostra, in cui il lavoro troppo spesso identifica il valore della persona, perché non formare professionalmente i ragazzi in difficoltà per inserirli direttamente in un’azienda e, di conseguenza, nella società?

La scelta di organizzare corsi di orticoltura e apicoltura nacque dalla consapevolezza di dover trasmettere anche dei valori importanti come la soddisfazione derivata dalla fatica, l’importanza del gruppo, ma anche l’amore per la natura e per il territorio in cui si vive. I risultati di questo percorso sono stati ottimi sin dal primo anno: i molti partecipanti hanno acquisito competenze spendibili nel mercato del lavoro e alcuni di loro sono stati assunti proprio nelle aziende in cui hanno svolto tirocinio.

I progetti come Bee My Job hanno la forza di aiutare le persone in difficoltà, diffondere messaggi per il bene dell’ambiente e al contempo creare valore nel territorio; e pare proprio che Bee My Job sia tra i migliori progetti internazionali nel suo genere. Questo secondo l’UNHCR (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), che nel 2018 ha deciso di sostenere questa attività permettendo di replicare l’iniziativa in altre zone d’Italia; più precisamente a San Giorgio di Piano (Bologna) con l’appoggio della Cooperativa La Venenta e a Lamezia Terme, grazie alla collaborazione con Comunità Progetto Sud. E nel 2019 la collaborazione continua con un rinnovato appoggio concreto al progetto Bee my Job da parte di UNHCR.

Un film e una mostra fotografica per spiegare Bee My Job

L’esperienza di Bee My Job ha portato Cambalache sotto le luci dei riflettori, nel vero senso della parola.

  • Le attività di apididattica sono cominciate nel 2015 nell’apiario urbano di Forte Acqui e in un solo anno, con sole 10 arnie a disposizione, ben 18 ragazzi sono riusciti conseguire un attestato professionale di apicoltore, 4 di loro sono anche stati inseriti in aziende con l’idea di un’assunzione a breve termine.
  • Date le premesse, il secondo anno di attività non poteva che essere migliore, a partire dall’offerta formativa, denominata “Bee My Job 2.0”.
  • Nel 2016 le arnie sono state raddoppiate e la scorsa estate è stato preparato un orto vicino alle api da gestire secondo le regole dell’agricoltura sinergica: un’opportunità unica per svolgere attività di ortoterapia, un po’ come accade anche negli orti del parco “Villa Gabrieli” a Ovada.

L’entusiasmo e l’importanza del progetto vengono sottolineate nella mostra fotografica di Daniele Robotti. Il fotografo alessandrino immortala i nostri provetti apicoltori in azione tra uno sciame e l’altro, intenti a recuperare il miele con il sorriso di chi si sente parte di un gruppo eterogeneo; sorrisi e sentimenti che dall’interno di una tuta da apicoltore si fissano su pellicola riuscendo a comunicare vere emozioni.

Dueotto film, invece, ha preparato un documentario intitolato proprio Bee My Job.

  • Il film racconta la storia di Abdul, un ragazzo che dal Senegal è riuscito a diventare apicoltore e a ricostruire un rapporto con la collettività grazie alle attività svolte presso Cambalache.
  • Il filmato gioca sul paragone tra la storia di Abdul e quella di molte api che, sconvolte dai cambiamenti climatici dovuti alle attività umane, sono costrette a migrare e integrarsi in modo positivo con popolazioni che abitano ambienti differenti. A dimostrazione di come il melting pot culturale e la condivisione delle conoscenze non possa che migliorare le condizioni della collettività, proprio come si fa tra le arnie di Bee My Job.

“Alimentare Watson!”, un nuovo polo alimentare nel centro di Alessandria

Nuovo polo alimentare Alessandria

Il 2019 di Cambalache comincia con il lancio di “ALIMENTARE, Watson!”, un progetto che si pone l’obiettivo di creare un polo alimentare nel parco del Forte Acqui ad Alessandria. In questa nuova avventura il cibo viene usato come strumento per aiutare soggetti disagiati e/o a rischio di marginalità sociale: uno modo etico e solidale per supportare disoccupati over 50, persone con disabilità, richiedenti asilo e rifugiati.

Grazie alla regione Piemonte, al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali e a molte aziende e associazioni della zona, le strutture a disposizione dell'APS verranno migliorate per permettere lo svolgimento dei nuovi corsi. All’apiario verranno aggiunte 10 nuove arnie, 5 per la produzione di miele e 5 per il polline, in sede verrà terminato il laboratorio di smielatura; il negozio interno all’associazione verrà ristrutturato mentre nei locali adiacenti verrà allestito un ambiente che permetta l’essiccazione di frutta e verdura.

Nel contesto del progetto saranno attivati percorsi di agricoltura rivolti a persone con disabilità e disoccupati over 50 che tra gli insegnanti vedranno i migranti già formati grazie al percorso Bee My Job. Un nuovo modo di creare incontro.

Dal 2019 comincerà anche un corso di panificazione, i partecipanti avranno la possibilità di apprendere le tecniche dei fornai, conseguire la certificazione HACCP e aggiungere al curriculum anche il corso di sicurezza sul lavoro; il tutto in un unico percorso formativo!

E come fa sempre Cambalache, anche questa volta ci si pone nell’ottica di offrire ai partecipanti anche un tirocinio vero e proprio presso le aziende della zona per incentivare l’inserimento nel tessuto sociale e professionale. Di carne al fuoco per il 2019 ce n’è e chissà che combinerà Camblache nel 2020. Intanto gustiamoci l’anno che verrà, certi che anche stavolta tutti gli sforzi fatti verranno ripagati dai sorrisi e dalle soddisfazioni che si possono provare solamente se si vive in armonia con il prossimo, con la natura e gli animali.


Foto credits: Bee My Job

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