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CURIOSITÀ IN CUCINA

Cicerchie, cosa sono e come si cucinano?

Molto diffuse nelle Marche, ma in generale, in tutta la zona centro-meridionale del nostro Paese: le cicerchie, cosa sono e come si cucinano?

Ebbene, forse non tutti conoscono questi preziosi legumi che, un tempo, rappresentavano uno degli alimenti principe della tradizione contadina, per poi scivolare nel dimenticatoio per moltissimi anni. Il motivo?

L’elevato consumo di cicerchie poteva provocare dei disturbi neurologici a causa di un particolare “acido” in esse contenuto; in quegli anni, però, ancora nessuno era a conoscenza del fatto che un ammollo e una cottura prolungata avessero potuto mettere fine a qualsiasi effetto negativo sull’organismo umano.

Pensate, in quel periodo di “disuso” questo legume veniva impiegato principalmente come ghiaia per i presepi. Solo recentemente le cicerchie sono state riconosciute come Prodotto agroalimentare tradizionale italiano (Pat), rivalutate e “reinserite” a tutti gli effetti nelle tavole degli italiani (un po’ com’è avvenuto per la roveja di Cascia) diventando protagoniste di numerose preparazioni regionali.

Cicerchie cosa sono e dov’è possibile trovarle

Cicerchie cosa sono e come riconoscerle

Se non le avete mai viste, non sarà difficile riconoscerle: le cicerchie sono molto simili a dei piccoli sassi, di colore bianco-grigio sporco o giallo opaco e di forma irregolare. Quest’ultima rappresenta una delle loro peculiarità, tanto che il seme è proprio diverso per ogni pianta.

E anche se queste caratteristiche fanno da minimo comune denominatore per tutte le cicerchie, di varietà ne esistono un bel po’, una delle più famose è la Serra de’Conti, coltivata nelle Marche. Questi legumi minuti, di colore grigio-marrone chiaro maculato, richiedono, al contrario delle altre tipologie, tempi più limitati di utilizzo, circa 5 ore di ammollo e 40 di cottura.

Al contrario, invece, le cicerchie della Murgia, la cui coltivazione si concentra principalmente nei territori del barese, richiedono di essere messe in ammollo per almeno 12 ore, trascorse le quali, sarà possibile sfruttarle (previa bollitura) per la preparazione di zuppe, dolci e farine.

Nel Centro Italia, tra zuppe, puree e polentine

Cicerchie cosa sono e come utilizzarle in cucina

Ora che sapete (quasi) tutto su questi legumi straordinari, arriva la parte più bella e divertente: come utilizzare le cicerchie in cucina?

Dirigetevi in Umbria, se volete assaggiare una zuppa saporita, arricchita dal sapore straordinario dei pomodori, aglio, rosmarino, cipolla, sedano, prezzemolo e olio extravergine aggiunto a fine cottura. Amate i sapori intensi? Allora apprezzerete sicuramente la versione marchigiana, che prevede l’aggiunta, oltre che del pomodoro e dell’aglio, anche del lardo e della pancetta.

In altre regioni del Centro Italia, però, non è escluso possiate consumare una zuppa di cicerchie in cui sono presenti le patate, il guanciale e un soffritto saporito, preparato con sedano e carote.

Stanchi della “solita” minestra? Potreste sempre “ripiegare” su un gustosissimo piatto unico di origine abruzzese, la polenta fracchiata, ricetta tipica del Gran Sasso realizzata con la farina di cicerchie, peperoni secchi, alici sotto sale, peperoncino piccante e olio extravergine d’oliva.

Al Centro-Sud, invece, lunga vita alle laine

Cicerchie cosa sono e come le preparano in Ciociaria

Rotolando verso Sud, fermatevi per il pranzo in Ciociaria, dove potrete essere protagonisti di un’esperienza gastronomica davvero unica: conoscete le laine? Sono delle fettuccine larghe e spesse, alla cui base c’è un impasto composto da farina di grano duro, acqua e un pizzico di sale. Il condimento perfetto per questa pasta, indovinate, sono proprio le cicerchie, in compagnia di passata di pomodoro, acqua e cipolla.

Una carrellata di preparazioni invernali, certo, ma non dimenticate le cicerchie anche quando la colonnina di mercurio ritornerà a salire, si riveleranno un ottimo ingrediente per personalizzare ancor di più le vostre squisite ricette estive!







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