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DAL MONDO DEGLI ORTI

Curarsi coltivando: l’esperienza del Parco delle Rupicole

L’ortoterapia non è una leggenda ma un trattamento vero e proprio, utile strumento nei percorsi di cura di molte patologie e di riabilitazione, ma anche attività che semplicemente infonde benessere in chi la pratica. I benefici dell’ortoterapia sono ormai indiscussi, provati più volte da studi, ricerche e esperienze sul campo. 

Tra queste vi è sicuramente quella del Parco delle Rupicole di Torre Maura a Roma. Qui, ogni giorno, persone con lievi disabilità mentali e fisiche lavorano la terra per acquisire abilità, autonomia e migliorare la loro capacità di interazione.

Ma cominciamo dall’inizio. Nel 2012 venne realizzato presso il Parco delle Rupicole un giardino multisensoriale, un luogo naturale realizzato allo scopo di stimolare i cinque sensi attraverso le piante e particolari installazioni opportunamente costruite. Un anno più tardi la cooperativa Cospexa, in collaborazione con altre associazioni e con le istituzioni locali, decide di sfruttare il luogo e di farne la sede per un progetto di ortoterapia dedicato a chiunque soffra di disabilità sia mentali che fisiche lievi.

Coloro che partecipano all’iniziativa hanno un’età che varia dai 20 ai 50 anni e, grazie all’aiuto di esperti operatori delle cooperative attive nel progetto, coltivano erbe aromatiche come rosmarino, timo e salvia e, ovviamente, diversi tipi di ortaggi, a seconda della stagione.

La cura di un orto ha un grande effetto terapeutico per queste persone: oltre a garantire una minima attività fisica giornaliera, permette loro di acquisire anche abilità intellettive, autonomia e responsabilità. Un altro importante beneficio deriva dall’attività di gruppo, capace di stimolare la socialità e l’interazione tra le persone.
Un’iniziativa da applaudire, che riesce ad unire il piacere di coltivare l’orto con le innumerevoli benefici dall’effetto decisamente terapeutico.

Foto Credits: sampos

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