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La coltivazione del mandarino in Italia, gli accorgimenti utili

In molti pensano che la coltivazione del mandarino sia una tradizione di chissà quale epoca e che in Italia gli agrumi siano da sempre i frutti che identificano alcune regioni meridionali. E invece non è così, il mandarino è arrivato nel nostro Paese solo agli inizi dell’800 e con la sola fama di pianta ornamentale! La storia ci racconta come si è evoluto nel tempo, ma all’epoca nessuno avrebbe mai pensato che nascesse un amore così forte e profondo tra l’Italia e questo agrume.

Venite nel nostro agrumeto per scoprire tutti i segreti sulla coltivazione del mandarino!

Sbarca in Sicilia nel 1800 alla conquista dell’Italia

Coltivazione mandarino, in Sicilia dal 1800

Il mandarino (Citrus reticulata) è un arbusto o piccolo albero appartenente alla famiglia delle Rutaceae, genere Citrus, il gruppo botanico che racchiude tutti gli agrumiPianta simbolo del Meridione ha raggiunto l’Italia solo nei primi anni dell’800. I primi esemplari arrivarono in Sicilia da Malta e vennero venduti come piante ornamentali. Per fortuna il rapido acclimatamento dei vegetali alle terre sicule permise loro di produrre mandarini sin dai primi anni.

I colori accesi, il profumo caratteristico e il sapore dolce sono i caratteri tipici di questo frutto originario della Cina che ormai è parte integrante della cultura del nostro Paese.
A proposito delle sue origini, per molto tempo la comunità scientifica ha dibattuto sulla sua genesi. Alla fine pare proprio che il mandarino sia, insieme a pomelo e cedro, uno dei tre agrumi originali dai quali si sono sviluppate tutte le altre specie della famiglia, come arancio e limone.

La produzione di frutta comincia 4 anni dopo il trapianto

Coltivazione mandarino: l'albero può raggiungere 4 metri d'altezza

Il mandarino è un albero da frutto a foglia caduca di dimensioni contenute, solo in casi estremi supera i 3-4 metri di altezza. Le sue caratteristiche ed esigenze?

  • Si adatta a varie tipologie di terreno, l’importante è che le sue radici non siano sottoposte a ristagni idrici, ecco perché non è consigliato metterlo a dimora in suoli argillosi o tendenzialmente freschi.
  • Ama gli ambienti miti e non è molto tollerante, pensate che la sua vegetazione non cresce più se le temperature scendono sotto i 7°C o superano i 38 °C.
  • Vuole essere trapiantato sempre a metà primavera, dopo la seconda settimana di aprile, per evitare che le giovani piante possano soffrire eventuali ritorni di gelo.
  • Vuole essere protetto dal vento con opportune reti o siepi frangivento: il mandarino è molto sensibile alle folate e nei casi più gravi rischia di perdere tutte le foglie.

Negli anni successivi gli alberi non avranno bisogno di molte cure, se non le dovute concimazioni, da tarare in relazione alla tipologia di suolo, e qualche leggera potatura: basterà asportare polloni e succhioni e liberare la chioma da ramificazioni malate o danneggiate. Si aggiunga che le piante vanno protette durante l’inverno se il termometro non assicura temperature abbastanza alte. Per questo motivo nel Nord Italia è spesso necessario coltivare il mandarino in vaso.

Per entrare pienamente in produzione il mandarino ha bisogno di circa 4 anni, successivamente saprà regalarvi i suoi frutti nel periodo invernale, tra gennaio e marzo.

È bene ricordare che è una specie soggetta ad “alternanza produttiva”, un fenomeno per cui molti alberi da frutto, non solo il mandarino, alternano anni in cui producono in abbondanza ad annate con pochissima frutta. Quindi non disperate se notate che le vostre piante si comportano in questo modo, anche concimandole in abbondanza non cambia molto.

Quale preferite: punch o pan al mandarino? 

Coltivazione mandarino: come usare il frutto in cucina

Colorato, dolce, succoso e profumato: il mandarino ha tutte le caratteristiche che dovrebbe avere un frutto degno di un re. Consumato fresco, magari appena colto dall’albero, è una prelibatezza senza paragoni, meglio di un qualsiasi piatto stellato.

Usato molto spesso in primi e secondi per creare contrasti agrodolci con gli ingredienti principali, il mandarino trova consacrazione in pasticceria: cestini con la frutta fresca, marmellate, mostarde, canditi, gelatine, granite, torte e crostate; come pure liquori a base di mandarino e il famoso punch al mandarino.

Tra tutte le ricette, però, non possiamo non citare il “pan di mandarino”, un dolce buonissimo nato come rivisitazione del più conosciuto “pan d’arancia”. Perché non provate a prepararlo in occasione delle feste natalizie?

  • Recuperate e filtrate il succo di una decina di mandarini;
  • unite il succo a circa 50 grammi di zucchero e alle bucce che avete precedentemente messo da parte; 
  • mixate il tutto con un frullatore a immersione; 
  • in un contenitore, montate 3 uova e circa 200 gr di zucchero fino a realizzare una spuma morbida a cui aggiungerete il succo di mandarino, circa 100 gr di olio di semi e 100 gr di latte;
  • mescolate il composto fino a renderlo omogeneo, non dovrete far altro che incorporare circa 300 gr di farina e una bustina di lievito;
  • sistemate il preparato in una tortiera e infornatelo a 180 °C per circa 40 minuti. 
  • terminata la cottura, spolverate la superficie con dello zucchero a velo stando attenti a non farvi rapire dal profumo irresistibile di questa torta.

Il mandarino: un toccasana rigenerante per l’inverno

Coltivazione mandarino: benefici del frutto

Avete bisogno di un toccasana capace di dare la carica durante i periodi freddi dell’anno? Puntate tutto sul mandarino, un frutto che si coglie e si consuma fresco proprio durante l’inverno.

È composto principalmente da acqua, sali minerali e vitamine, in particolare di vitamina C sotto forma di acido ascorbico.

Il mandarino è anche un’ottima fonte di energia e il suo contenuto calorico non è per nulla trascurabile, tanto che i diabetici e gli obesi dovrebbero limitarne il consumo. È un frutto che offre anche buone quantità di fibre alimentari, molto utili per prevenire e limitare la stipsi.

Senza girarci intorno, il mandarino è un frutto unico, capace di soddisfare sia il palato che il benessere del corpo; l’ideale per dare un po’ di forza a chi soffre il freddo invernale e a tutti gli sportivi in cerca di un alimento naturale capace di rigenerare le energie perse.

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