Chiudi

LEGGI E IMPARA

Febbraio, è tempo di raccolta del cavolo nero!

La raccolta del cavolo nero comincia in autunno inoltrato e continua fino al termine dell’inverno. Raccogliere le foglie bollose di questa Brassicacea è molto semplice ma con i nostri consigli potrete prolungare la qualità dell’ortaggio e il periodo di raccolta.

Nel nostro orto sono arrivate le prime gelate, è proprio questo il momento migliore per passeggiare tra le aiuole intenti a raccogliere le foglie di cavolo nero.

Le radici della sua storia

La raccolta del cavolo nero, ortaggio ricco di storia

Il cavolo nero (Brassica oleracea var acephala) è un ortaggio invernale la cui storia è indissolubilmente legata a quella della Toscana e dell’Italia. Verdura conosciuta sin dai tempi degli antichi greci, furono i romani, in particolare Plinio il Vecchio e Catone, i primi a esaltarne il sapore e i benefici per il corpo umano.

Nei secoli, la coltivazione del cavolo nero si è spostata dall’Italia al nord Europa grazie all’elevata rusticità della pianta e alla sua capacità di resistere alle basse temperature; caratteristiche che le hanno permesso di crescere senza problemi in ambienti anche più freddi di quello italiano.

La sola Toscana ha sempre mantenuto inalterato il suo amore verso il cavolo nero e ha perpetrato la sua coltivazione senza indugi, anche perché moltissime ricette tradizionali della zona non sarebbero le stesse senza questo ingrediente fondamentale.

Estimatore indiscusso del cavolo nero fu Cecco Angiolieri: amico di Dante Alighieri e conosciuto per il suo “S’i fossi foco”, lo spassionato amore di Cecco nei confronti di questo cavolo era risaputo, tanto che si dice che durante gli inverni ne consumasse quantità industriali.

E pensate che il binomio tra Toscana e cavolo nero è così forte che persiste anche fuori dai confini italiani; all’estero, infatti, l’ortaggio viene chiamato “cavolo toscano” (Tuscan kale).
Ai giorni nostri, questa verdura unica ha ritrovato il posto d’onore che le spetta e la sua coltivazione non è più circoscritta al centro Italia. 

Fortunatamente il cavolo nero è riuscito a conquistare proprio tutti: un po’ perché la scienza gli ha riconosciuto gli effetti benefici che esplica sul corpo umano, un po’ perché è così buono che chi l’assaggia per la prima volta non può più farne a meno.

La raccolta: attenzione a non defogliare completamente la pianta

La raccolta del cavolo nero avviene in febbraio

Il cavolo nero è una pianta della famiglia delle Brassicaceae, alla pari di tutti i cavoli che conosciamo, come, ad esempio, verza, broccolo e cavoletti di Bruxelles.

A differenza dei suoi parenti, di questo ortaggio non si consumano le teste, bensì le foglie bollose e i giovani germogli che si sviluppano lungo fusto.
Coltivare il cavolo nero è semplice, dato che la pianta non ha particolari pretese, anzi, si adatta a molte tipologie di suolo e clima. 

  • Come per molti ortaggi, la presenza eccessiva d’acqua crea danni alle radici, motivo per cui bisogna evitare di mettere a dimora il cavolo nero in un terreno eccessivamente compatto.
  • Seminato a luglio in contenitori alveolari e trapiantato in piena terra entro la prima settimana di agosto, per farlo crescere rigoglioso non dovrete far altro che eliminare le erbacce che crescono tra pianta e pianta e assicurare un opportuno apporto d’acqua in caso di stagioni eccessivamente secche.
  • La raccolta del cavolo nero comincia con l’autunno, quando le piante son ben formate: si raccolgono le foglie di cui si ha bisogno partendo dalla base del fusto.
  • Durante il raccolto evitate di defogliare completamente i vegetali: il consiglio è quello di recuperare un po’ di vegetazione da ciascuna pianta fino a raggiungere il quantitativo desiderato; in questo modo durante la stagione si andrà a formare nuovo fogliame. 

E lo sapete quando è il periodo migliore per raccogliere il cavolo nero?
Senza ombra di dubbio dopo una gelata: le foglie del cavolo nero si ammorbidiscono e acquistano un sapore unico solo dopo che il il termometro è sceso sotto lo zero.

Ribollita, bordatino, farinata o chips?

La raccolta del cavolo nero: come usarlo in cucina?
Dopo aver raccolto il cavolo nero, non ci si può che dirigere verso la cucina con l’acquolina in bocca! Una volta lavate le foglie, non resta che fantasticare sull’uso che se ne può fare: da semplice contorno a ingrediente fondamentale delle ricette tradizionali toscane.

Accompagnate i vostri piatti a base di carne rossa con una verdura cotta facile e veloce da preparare: fate bollire in abbondante acqua salata delle foglie di cavolo nero, dopo un quarto d’ora scolate la verdura e ripassatela in padella con olio, aglio e peperoncino; et voilà!

Il cavolo nero è ottimo se preparato come contorno ma il suo sapore si scopre sublime quando l’ortaggio diventa ingrediente principale di primi piatti tipici della tradizione toscana:
ribollita, bordatino o farinata di cavolo pistoiese sono le prime portate che ci vengono in mente; zuppe più o meno elaborate il cui ingrediente principale è proprio la foglia bollosa del cavolo nero.

Tra tutte le preparazioni moderne che prevedono l’uso di questo ortaggio, quella delle chips di cavolo nero pare essere la più azzeccata. Ideali per accompagnare un aperitivo in compagnia o come snack pomeridiano, si preparano in pochi minuti: vi basterà preparare un intingolo con olio e semi di sesamo con cui spennellare delle foglie di cavolo nero ben pulite. 
Sistematele in forno a 180 °C per 10 minuti circa di modo che siano ben cotte ma non bruciate, quel tanto da esser belle croccanti.

Tornate a casa e provate queste ricette a base di cavolo, sono perfette per riscaldarsi e coccolarsi un po’ dopo una faticosa giornata di lavoro; magari passata proprio in orto, intenti a raccogliere le tenere foglie del cavolo nero.

Ricco di vitamina C, aiuta l’organismo di sportivi e anziani

La raccolta del cavolo nero, ortaggio salutare

È risaputo che tutti i cavoli aiutano moltissimo l’organismo, il cavolo nero non è da meno. Il profilo energetico di questo ortaggio è nullo data la presenza contenuta di fruttosio, proteine e grassi; al contrario abbonda di fibre, tanto da esser d’aiuto a chi soffre di stipsi.

Quel che stupisce di queste foglie bollose è l’elevata concentrazione di molecole antiossidanti dal potere antitumorale, come la vitamina C, la provitamina A e l’acido folico.

Il cavolo nero possiede anche buone dotazioni di potassio, ecco perché è utile sia agli anziani che vogliono mantenersi in forma sia a tutti gli sportivi che cercano di scongiurare infortuni muscolari.

Altri articoli:

Iscriviti alla newsletter