Chiudi

CURIOSITÀ IN CUCINA

5 tipologie di confettura di uva che amerai

La raccolta è iniziata da giorni e nella credenza della cucina finalmente approdano grappoli ricchi di acini dolcissimi. È infatti questo il momento migliore per assaporare questo frutto tipicamente settembrino, nel periodo compreso tra metà agosto a inizio ottobre.

Ma fervono anche i preparativi per riempire la dispensa con dell'ottima confettura d’uva. Nera o bianca, poco importa, il suo gusto è decisamente mozzafiato.

Ecco quali prelibatezze vi potranno tenere compagnia durante l'inverno!


La scrucchiata dall’Abruzzo

Scrucchiata e cucchiaio

Il suo colore viola scuro con brillanti sfumature rosse è la peculiarità di questa preparazione: la tradizione abruzzese grida a gran voce “scrucchiata”, una confettura extra d’uva, ottenuta da uve di vitigni autoctoni a bacca rossa, principalmente della varietà Montepulciano (la più diffusa in questo territorio).

Perfetta da spalmare sul pane, magari con una base di burro che rende il tutto più goloso, la scrucchiata vi saprà certamente ammaliare con la dolcezza delle sue note.

La mostarda calabrese si prepara senza zucchero

Uva in scolapasta

Si dice che la "mustarda" calabrese avesse avuto origine nella Magna Grecia, dove veniva preparata con acini dal contenuto molto zuccherino e di consistenza densa. Oggi, parte di questa tradizione è rimasta: la sua preparazione consiste infatti nell’utilizzare esclusivamente, non tanto l’uva da tavola, quanto quella da vendemmia, che risulta più dolce.

Ecco il motivo per il quale, spesse volte, non si utilizza nemmeno lo zucchero!


Confettura di uva fragola, dolce bontà

Risalendo nel Lazio, potrete assaggiare non solo confetture ricavate dai frutti tipici dei territori boschivi (e quindi quelle di mirtilli, di ribes o di lamponi), ma anche quelle preparate con i frutti delle viti, che coprono buona parte della regione.

Settembre è proprio il mese in cui poter assaporare le note dolci e, al tempo stesso, lievemente acidule della confettura di uva fragola, prelibatezza che accompagnerà non solo il momento della colazione, ma anche la cena: è infatti adatta per arricchire antipasti, come accompagnamento di alcuni formaggi italiani.


Non solo uva nera, se siete in Puglia

uva di Puglia IGP


Se invece volete dilettarvi con degli acini straordinari, potreste approfittare del gusto unico dell’uva di Puglia IGP, nelle sue varietà bianche. La loro anima, dolce e croccante, si adatta facilmente a essere utilizzata tra i fornelli, in particolare nella preparazione di deliziose confetture.

Con che cosa abbinarla oltre a una fetta di pane casereccio con del burro locale?

Il suo migliore impiego vede l’accostamento con dei formaggi regionali dal sapore deciso.


Uva spina, non solo succo

Uva spina


La chiamano “frutta dimenticata”, quella famiglia di prodotti poco adatti alla produzione di massa: sono piccoli e deperibili, ma non per questo meno buoni o meno benefici.

Tra questi, rientra certamente l’uva spina, perfetta da raccogliere dopo essersi adeguatamente “abbronzata” al sole. Ebbene, una volta arrivata in tavola, la sua fama culinaria è spesso associata al succo, le gelatine e i dessert, ma non sottovalutatela sotto forma di confettura, vi saprà regalare emozioni senza tempo.

Altri articoli:

Iscriviti alla newsletter