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BIODIVERSITÀ

Cappero di Pantelleria IGP, il vero sapore del Mediterraneo

Pantelleria, l’isola del Mediterraneo in cui da secoli si coltiva il fantastico Cappero di Pantelleria IGPImbarcatevi verso le sue coste alla ricerca delle origini di questa antichissima coltura, apprezzata sin dai tempi degli antichi romani.

Siete pronti a questo viaggio nel mondo del sapore, siete pronti a gustare un cappero unico, dal sapore inconfondibile?

Pantelleria e il cappero, un legame che si perde nei secoli

Cappero di Pantelleria, il più buono del mondo

Pantelleria è un’isola situata al centro del Mediterraneo, tra la Sicilia e le coste tunisine, da sempre un punto strategico per il commercio di metalli con l’Africa e l’Oriente, come testimoniano alcuni reperti ritrovati nell’isola e datati intorno al 20esimo secolo a.C.

Oltre a essere uno dei porti più importanti del Mare Nostro, Pantelleria è l’unico territorio in cui si può produrre il cappero più buono al mondo. Questa prelibatezza ha accompagnato l’uomo da sempre, tanto che molti autori del passato ne hanno decantato il sapore e le qualità (Dioscoride e Plinio su tutti); senza scordare che il cappero viene citato anche nella Bibbia.
È un frutto della terra unico, che nasce da un terreno particolare e che cresce grazie alle mani sapienti degli agricoltori della zona, abili a seguire le indicazioni tramandate loro dai predecessori.

Una curiosità? Il cappero di Pantelleria viene seminato ovunque, anche nelle fessure dei muri a secco o sui tetti ben esposti al sole. Nell’isola si sono ingegnati con particolari cerbottane che riescono a far penetrare i semi anche nel più piccolo degli anfratti.

Ora che abbiamo seminato, perché non scoprire come cresce la pianta di cappero?

Una tradizione tramandata da generazioni

Cappero di Pantelleria, una tradizione tramandata da generazioni

A Pantelleria la pianta di cappero (Capparis spinosa) cresce spontanea grazie a un suolo di origine vulcanica e a un clima caldo: condizioni particolarmente adatte allo sviluppo di questo vegetale.

La diffusione dei semi avviene grazie ai venti che soffiano per tutta la durata dell’anno o, come dicevamo, alle tradizionali cerbottane. Se ben esposti al sole, gli arbusti di cappero crescono in autonomia e vanno gestiti solo con qualche potatura.

Il raccolto inizia a maggio e si ripete ogni 10 giorni circa fino ad ottobre, recuperando dalle piante i boccioli ancora chiusi. I capperi che tutti consumiamo non sono infatti dei frutti ma boccioli floreali non ancora schiusi.

Ma ora inizia il difficile: prima di acquisire la certificazione di Cappero di Pantelleria IGP, i capperi vanno lavorati secondo la tradizione isolana che prevede due salature, lavorazioni che solo un pantesco DOC sa svolgere a dovere.

La cucina italiana non può proprio farne a meno

Cappero di Pantelleria nella cucina mediterranea

Il cappero è un ingrediente fondamentale in molte ricette della cucina tradizionale italiana, dalla pizza ai condimenti per la pasta, da accompagnamento al pesce e alla carne fino a divenire essenziale per la caponata siciliana.

Nell’isola di Pantelleria, poi, le ricette in cui si usa il cappero sono moltissime: provate a preparare il pesto pantesco schiacciando in un mortaio basilico, prezzemolo, origano, mandorle e capperi di Pantelleria IGP. Unite il risultato a dei pomodori pelati e condite il tutto con un filo d’olio e un po’ di peperoncino, ed ecco pronto un sugo da sogno per le vostre pastasciutte!

Se invece volete provare la frittura tipica di Pantelleria, non potrete che recarvi nell’isola e ordinare il fritto di capperi e patate, una portata tanto semplice quanto gustosa.

Le ricette in cui si usa questa prelibatezza sono moltissime, ma ricordate che solo usando l’originale Cappero di Pantelleria IGP il vostro palato potrà esclamare “wow!” ad ogni boccone.

Diuretico e antiartritico, tutte le qualità del cappero di Pantelleria

I benefici del Cappero di Pantelleria

Il cappero è un alimento composto principalmente da acqua e fibre, ecco perché il suo valore nutrizionale è modesto. Tuttavia, l’elevata presenza di sodio è ascrivibile certamente alla salatura, anche se, di solito, il sale viene “lavato” via prima che i frutti finiscano in pentola.

Se la scorza del cappero ha effetti diuretici e antiartritici, le radici e la corteccia dell’arbusto sono perfetti per preparare un decotto dalle spiccate qualità antiossidanti, capace di proteggere i vasi sanguigni.


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