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CURIOSITÀ IN CUCINA

Come coltivare le patate nel sacco risparmiando spazio

Coltivare la patata nei sacchi è una tecnica che permette di avere raccolti abbondanti anche in superfici ridotte.
Per cominciare vi bastano dei sacchi in iuta, della terra sciolta e delle patate. Cominciate a piantare guidati dai nostri consigli: questa tecnica è così semplice, ma al contempo così efficace, che vi sembrerà di giocare!

Come coltivare la patata in sacco

Coltivare patate nei sacchi di juta

Coltivare patate nei sacchi di iuta può sembrare strano, ma in realtà è una tecnica molto ingegnosa e divertente. Per cominciare procuratevi un sacco (preferibilmente di iuta) alto almeno 60 cm, delle patate che presentino delle gemme e terriccio per orto a sufficienza.

Ecco come procedere:

  • arrotolate su se stesso il bordo del sacco finché non sarà alto circa 20 cm;
  • riempite di terra il sacco;
  • interrate le patate avendo l’accortezza di posizionare “gli occhi” verso l’alto;
  • sistemate il sacco in un luogo privo di luce;
  • bagnate fino a quando vedrete nascere i germogli;
  • portate all’esterno il contenitore, che passando dall’ombra alla luce, permetterà ai germogli di allungarsi velocemente;
  • quando i germogli avranno raggiunto i 15 cm di altezza, ricopriteli di terra lasciando fuoriuscire solo le foglioline apicali;
  • ripetete le operazioni appena descritte fino a riempire completamente il sacco;
  • sistemate il sacco all’esterno, in posizione di mezz’ombra, e coltivate la pianta come indicato in seguito.

Le patate crescono bene in ambienti miti

Coltivare le patate nei sacchi: istruzioni

Ortaggio appartenente alla famiglia delle Solanaceae, come peperoni, pomodori e i peperoncini piccanti, questo tubero riginario delle Americhe raggiunge l'Europa dopo la scoperta del Nuovo Mondo, ma ci mette un po’ prima di attestarsi come alimento. 

Amante degli ambienti miti, è una specie che smette di svilupparsi se le temperature si abbassano sotto gli 8 °C o superano i 25 °C.

Una volta che hanno radicato a dovere, non dovrete far altro che coltivare le patate come fareste normalmente: vi basterà assicurar loro un’irrigazione costante e ben tarata che permetta al suolo di mantenersi fresco.

Le patate sono pronte per essere raccolte circa 100 - 130 giorni dopo la messa a dimora: non mettetevi a contare i giorni, il raccolto si effettua non appena le piante cominciano a seccarsi.

Srotolate il sacco e allontanate il terriccio, rimarrete stupiti nel vedere quanti tuberi potrete raccogliere!

La patata è la regina della cucina

Coltivare le patate e come utilizzarle in cucina

Grazie alla sua duttilità e al suo sapore, la patata è uno degli alimenti più apprezzati e amati in cucina.

Piatti complicati ma anche preparazioni fondamentali dai sapori eccezionali: gli gnocchi, la purea di patate (purè) o in vellutate di ogni genere (con il secondo fine di rendere più consistente la portata).

Come contorno si consumano in tutti i modi, tranne che crude: patate al forno, patate lesse, patate al vapore o patate fritte, non vi resta che scegliere come vi piacciono di più.
Stanno bene ad accompagnamento alla carne, ma si sposano alla perfezione anche al pesce, come nella buonissima insalata di polpo.

Antipasti, primi, secondi e contorni; la patata è un ingrediente fondamentale in moltissime ricette di culture differenti, dall’America latina alla Cina, tutti usano le patate.

  • Nei paesi anglofoni van per la maggiore le baked potatoes (o jacket potatoes), patate cotte e farcite con ingredienti differenti, mentre in Scandinavia spopolano le patate hasselback di Stoccolma.
  • In Russia le patate vengono fatte fermentare e distillate per ottenere la vodka, ma anche per preparare la famosa insalata russa, a base di maionese e verdure.
  • Nella penisola iberica sono l’ingrediente fondamentale delle tortillas.
  • In Francia vanno per la maggiore le buonissime patate duchessa (o patate duchesse, come dicono oltralpe).
  • E in Italia? Ci son così tante ricette a base di patate che c'è l'imbarazzo della scelta: tra le altre, possiamo citare “gattò di patate”, pietanza che, a differenza di quel che può far pensare il nome, nasce in Campania, un po’ come la buonissima pasta e patate partenopea.




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