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DAL MONDO DEGLI ORTI

L’orto dei nonni, un trend in continua crescita

Quale immagine è più rassicurante dell’orto dei nonni? Ritmi lenti, cura attenta e certosina e quel saper fare bene di una volta, che oggi forse è andato un po’ perduto. Questo è lo spirito che si respira tra le insalate e i pomodori coltivati da chi giovane non è più ma che, proprio per tale ragione, ha ancora tanto da dare.

Ecco perché sono davvero numerose in Italia le iniziative che li vedono protagonisti di progetti di coltivazione. Non si tratta solo di dar loro un passatempo, per strapparli alla noia della disoccupazione che lo stato di “pensionato” spesso comporta, è un ruolo nuovo e più potente di quanto si possa pensare. I nonni che coltivano possono abbellire la città, in molti casi rinfrancandola dal degrado (vi ricordate degli Orti della Bergamella?), e recuperare e trasmettere ai più giovani quegli elementi della cultura contadina da cui discendiamo e che le nuove generazioni non padroneggiano più.

Orti sociali, in Italia c'è il boom

Ecco allora che da Nord a Sud, da Est a Ovest, l’Italia si puntina di piccole realtà più vive che mai, talmente virtuose da diventare addirittura mete di gite scolastiche. E attorno all’orto si organizzano concerti, tornei di carte, si aprono discussioni, si conoscono altre persone e si rafforzano i legami, qualcosa che ha a che fare con la coesione sociale e lo spirito di appartenenza a una comunità e al territorio. Vi pare poco?

Ognuno poi ha la sua personalità. A Jesi vi sono orti vietati ai minori di 60 anni, speciali anche perché inseriti nella meravigliosa cornice della Riserva Naturale Ripa Bianca che conferisce loro un particolare ruolo ambientale ed educativo. A Parma ci sono "l'orto diversamente abile", dove si coltiva in particolari vasconi rialzati, perfetti per chi ha problemi di motilità, e gli orti sociali che cedono i raccolti in eccedenza ad associazioni ed enti assistenziali presenti sul territorio. In Campania c’è addirittura “Nonnet”, un interessante progetto attraverso il quale i nonni insegnano ai più giovani i trucchi della coltivazione in cambio di alfabetizzazione digitale. Ma non è tutto, lo sapete che Abruzzo è addirittura possibile dare il proprio cinque per mille agli orti sociali dei nonni?

Che dire, forse saremo un po’ in ritardo rispetto ad altri Paesi nel supportare lo sviluppo di questo virtuoso fenomeno, ma è confortante osservare come il trend sia positivo e che all’aumentare della richiesta, corrisponda una risposta sollecita e fattiva al punto da far triplicare, negli ultimi anni, l’offerta di orti sociali.

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