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CURIOSITÀ IN CUCINA

Riso per risotti: quale varietà utilizzare?

Riso per risotti, è arrivato il momento di scegliere quello giusto. Dopo aver sminuzzato gli ortaggi per il soffritto, aver preparato il brodo e deciso come fare la mantecatura, è utile sapere quale tipologia di riso adoperare in base alla ricetta da cucinare.

Ecco alcuni consigli davvero utili!

Per il risotto alle verdure c’è il Vialone Nano

Riso per risotti, il Vialone Nano

Ormai lo sappiamo, il riso non è tutto uguale: ci sono quattro gruppi diversi, classificati in base alla dimensione del chicco, e per ognuno di questi ci sono diverse varietà, che si contraddistinguono per differenti tempi di cottura e per destinazione finale: la ricetta.

Uno di questi gruppi è quello del riso Semifino, che comprende il Vialone Nano, caratterizzato da chicchi tondeggianti di media lunghezza. Questo riso è molto pregiato, perché essendo ricco di amido, diventa presto cremoso: l'ideale per risotti a base di verdure, come zucca, radicchio, asparagi o selvaggina.

Il Carnaroli si adatta... sia al “mare” che alla “terra”

Riso per risotti, il Carnaroli

Oltre alla categoria del Semifino, esiste un altro il gruppo, il “Superfino”, che include svariati tipi di riso - il Roma, il Baldo, il Carnaroli, l’Arborio -, accomunati da chicchi grossi e lunghi (oltre i 6,4 mm).

Il Carnaroli, ad esempio, è uno dei prodotti più utilizzati per preparare i risotti, perchè si caratterizza per una consistenza “sempre” al dente, che è in grado di mantenere a lungo. Ecco perchè è adatto non solo alle insalate di riso, ma anche ai risotti, sia di mare che di terra.

Riso per risotti cremosi: l’Arborio

Riso per risotti, l'Arborio

Anche l’Arborio fa parte del “Superfino”, come il Carnaroli, ma ciò non ha le sue stesse peculiarità. Questo riso si contraddistingue infatti per un chicco dalla scarsa consistenza, che scuoce velocemente e libera molto amido durante la cottura. Non rimane mai al dente, ma i sapori sono ben assorbiti.

Adoperatelo se avete in programma di preparare risotti cremosi di terra oppure minestre e zuppe.

La grande capacità di assorbimento del Riso Baldo

Riso per risotti, il Baldo

È un riso dalle origini piemontesi, più precisamente vercellesi, e nasce dall’incrocio tra l’Arborio e la varietà Stirpe 136.

Non è un prodotto estremamente conosciuto, ma è uno dei migliori d’Italia: è molto versatile, i suoi chicchi sono grandi, consistenti e ricchi di amido, il che si traduce in un elevato grado di assorbimento dei condimenti e un’ottima mantecatura

Il Baldo è quindi perfetto per realizzare ogni tipo di piatto: sformati, timballi, insalate e soprattutto risotti al sugo.

Thaibonnet e Basmati per cotture a vapore o pilaf

Riso per risotti, il Basmati

E se qualcuno volesse evitare sughi, condimenti e risotti cremosi, preferendo un piatto di riso cotto al vapore? Certamente potrebbe fare riferimento a una delle varietà descritte in precedenza, specie quelle con un chicco dalla consistenza compatta, ma potrebbe anche virare su altre tipologie, altrettanto gustose e decisamente profumate.

Il riso Thaibonnet o Basmati fanno parte di queste tipologie: sono due prodotti molto versatili, che reggono cotture anche molto lunghe senza scuocere, mantenendo i chicci separati l’uno dall’altro. A vapore o pilaf, decidete voi la cottura migliore.

Per il condimento, invece, basta un filo d’olio, magari unito a del formaggio grattugiato.

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