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Biodiversità e curiosità

Orto in vaso: 5 consigli per coltivare il peperoncino

Orto in vaso: 5 consigli per coltivare il peperoncino

Scopri tutti i trucchi e i segreti per coltivare peperoncino in vaso

I peperoncini sono in assoluto tra le piante più produttive, in particolare se li coltivate seguendo i consigli per fare un orto perfetto. Specie rustiche, facili da gestire e capaci di regalare raccolti abbondanti, anche senza cure particolari. Ecco a voi tutti i utili consigli da seguire se volete coltivare peperoncino in vaso.

Coltivare peperoncino in vaso: da dove partire

Il peperoncino (Capsicum spp.) è una pianta coltivata in tutto il Mondo per le sue bacche dal sapore piccante. In moltissimi già coltivano il peperoncino ma se questa è la vostra prima esperienza è opportuno che prima di cominciare vi prepariate a dovere.

Procuratevi sin dall’inizio tutto il materiale e gli strumenti necessari per coltivare peperoncino, ecco cosa vi servirà:

  • contenitori alveolati
  • terriccio universale
  • argilla espansa
  • vasi di terracotta profondo 30 cm e con diametro di almeno 25 - 30 cm
  • acqua

Una volta procurato tutto il materiale bisogna trovare il seme di peperoncino adatto, vediamo come si fa.

Che seme usare per coltivare peperoncini piccanti

Che seme usare per coltivare peperoncini piccanti

Quando si parla di peperoncini di sicuro non ci si può lamentare delle scelte possibili, pensate che esistono così tante varietà di peperoncino che finora nessuno è mai riuscito a contarle tutte.
Purtroppo, quando le possibilità di scelta sono così ampie, è anche più difficile decidere, e specie per chi è alle prime armi: meglio una pianta produttiva o una facile da coltivare?  Quando siete alla ricerca di una pianta di peperoncino che possa essere produttiva e facilmente gestibile, scegliete una varietà autoctona: le piante che crescono spontaneamente nelle zone climatiche in cui abitate, sono di certo quelle che hanno più possibilità di svilupparsi in autonomia, anche in caso di avversità.


I più esperti, invece, sono solitamente attratti da varietà dalle forme e dai colori più disparati, come chi decide di coltivare il peperoncino Habanero, o da peppers caratterizzati da piccantezze fuori dal comune.

Se volete coltivare queste piante assicuratevi prima di tutto d’essere in tempo, questi tipi di peperoncino, in linea di massima, provengono da paesi tropicali e necessitano di cure particolari per essere produttivi.

Quando si pianta il peperoncino?

Quando si decide di coltivare peperoncino in casa, la semina è importantissima per il buon esito della coltivazione. Come abbiamo anticipato, ogni peperoncino ha delle specifiche necessità e il periodo di semina è proprio una di queste specificità.

Noi vi consigliamo di seminare le varietà autoctone in ambiente protetto tra febbraio e marzo, per poi rinvasarle da fine aprile in poi, quando le temperature si attestano stabilmente sopra i 15 °C.

Se invece avete intenzione di coltivare una varietà tropicale di peperoncino o addirittura uno dei peperoncini più piccanti al mondo, il consiglio è quello di mettere a dimora i semi già nella primissima parte dell’anno. Queste piante hanno bisogno di un periodo di luce molto lungo per portare a termine il ciclo produttivo; ecco perché molte di loro vengono seminate in gennaio e gestite in ambiente protetto almeno fino a inizio giugno.

Solitamente le varietà di peperoncino tropicali vengono travasate e portate all’esterno qualche settimana dopo rispetto alle varietà autoctone per esser certi che le piante possano contare su giornate più lunghe, soleggiate e calde.

Seminare il peperoncino in vaso: i consigli

Seminare il peperoncino in vaso: i consigli

La scelta migliore per iniziare a coltivare il peperoncino è quella di mettere a germinare i semi in un ambiente protetto, come può essere lo spazio tra due finestre ben esposte alla luce, e successivamente trapiantare la piantina nel vaso definitivo. 


Seminate in contenitori alveolati o in vasi di piccole dimensioni (8 cm di diametro), sistemando due semi per alveolo. Una volta che le piante raggiungono i 5 cm di altezza, asportate quella più debole e lasciate crescere l’altra. Quando questa avrà sviluppato 5 - 6 foglie, trapiantatela al centro del vaso in terracotta.

Irrigazione del peperoncino: attenzione al ristagno!

Chi coltiva peperoncino sa benissimo che il ristagno idrico è il nemico numero uno di questa specie. Per permettere all’acqua in eccesso di allontanarsi con rapidità, usate un terriccio drenante (alcuni garden vendono substrati creati apposta per la coltivazione del peperoncino) e, prima di trapiantare, sistemate sul fondo del vaso definitivo uno strato di argilla espansa di qualche centimetro.

Attenzione anche ai sottovasi, svuotateli sempre, il ristagno d’acqua sul fondo potrebbe influenzare negativamente lo sviluppo delle piante.

E se siete incerti sul da farsi, ricordate che il peperoncino preferisce terreni asciutti piuttosto che eccessivamente umidi, vien da se che, nel dubbio, è sempre meglio evitare di annaffiarlo.

Il peperoncino può essere esposto al sole?

Il peperoncino può essere esposto al sole?

I peperoncini adorano il pieno sole, amano il caldo e la luce, ma senza esagerare. L’ideale è un ambiente soleggiato, con temperature medie di circa 25 °C. Posizioni eccessivamente calde risultano dannose, tanto che le piante rallentano il loro sviluppo, fino a interromperlo, mano a mano che il termometro sale sopra i 30 °C.


La raccolta del peperoncino

Il peperoncino è una pianta molto produttiva tanto da costringervi a controllarla spesso in attesa di raccogliere i frutti. I peperoncini, infatti, sono pienamente maturi solo quando la loro buccia è omogeneamente colorata della tinta tipica della varietà a cui appartengono.

Dopo aver effettuato il primo raccolto sbizzarritevi in cucina a provare ricette sfiziose e originali, ma non scordate di seguire la pianta di peperoncino.

Vi renderete conto che dopo aver staccato le prime bacche piccanti, il vegetale produrrà ancora più fiori di quanto non abbia fatto in precedenza.

Forti di queste osservazioni, in molti hanno cominciato a raccogliere i primi peperoncini qualche tempo prima della piena maturazione, così da permettere alla pianta di anticipare la seconda fioritura, quella più abbondante, e poter aumentare il raccolto complessivo.

Il trucco per rendere i peperoncini ancora più piccanti

Lo sapevate che con un’accurata gestione dell’irrigazione si può aumentare il grado di piccantezza dei peperoncini? Ebbene, basterà ridurre al minimo gli apporti idrici nei 10 giorni precedenti la raccolta per aumentare il contenuto di capsaicina (la molecola responsabile della piccantezza) dei frutti. Provare per credere!

Coltivare il peperoncino in inverno: i consigli per proteggerlo

Coltivare il peperoncino in inverno: i consigli per proteggerlo

In Italia il peperoncino viene coltivato come pianta annuale anche se nei paesi caldi si comporta, a tutti gli effetti, come una specie perenne. Perché allora non provare a proteggerlo in inverno per poi riposizionarlo all’esterno in primavera, proprio come si fa con le piante a fiore? Fidatevi, una volta superata la stagione fredda, la pianta germoglierà senza problemi.

Vi basterà spostare i vasi al chiuso non appena le temperature scenderanno sotto i 15 °C, bagnare la pianta di tanto in tanto, per evitare che il suolo si asciughi completamente, e poco prima dell’arrivo della bella stagione potare i rami a metà della loro lunghezza, tagliando poco sopra un nodo. Riposizionate i vasi al sole quando le temperature si saranno attestate (anche di notte) sopra i 15 °C.

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